La ricerca analizza, con approccio qualitativo, la rappresentazione dei gruppi sottorappresentati nei prodotti di intrattenimento e personaggi mediali di ampia diffusione in Italia nel 2023. L’indagine evidenzia buone pratiche e criticità, ed è propedeutica alle nomination per i Diversity Media Awards 2024. La metodologia – rigorosa e attenta all’evoluzione del linguaggio condiviso dalle comunità rappresentate – valuta la centralità dei temi, la profondità narrativa e la complessità dei personaggi. Il Report si propone come strumento critico per comprendere come i media possano diventare spazi di riconoscimento, trasformazione e immaginazione collettiva. L’edizione 2024 analizza 149 prodotti, suddivisi in 9 categorie – dal digitale ai media tradizionali – per riflettere sulla qualità delle rappresentazioni in sei aree: genere, identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, aspetto fisico, etnia, età e generazioni, disabilità.

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A chi è rivolto


Il Report si rivolge alle professionalità che operano nel settore dei media e nell’intrattenimento – giornalistə, editor, autorə, creator, decision maker – e vogliono contribuire a narrazioni più inclusive rappresentative delle diversità della società. È utile anche per università, docenti, studentə e ricercatorə che si occupano di media, linguaggio e rappresentazioni sociali.

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Cosa ci puoi trovare


Contiene una analisi puntuale della rappresentazione nei media di intrattenimento, divisi in 9 categorie, su sei aree di analisi (genere, identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, aspetto fisico, etnia, età e generazioni, disabilità) e una selezione di buone pratiche e criticità emerse dall’analisi qualitativa di 149 prodotti.

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Come è stato costruito


Il Report nasce dal monitoraggio annuale del Diversity Media Watch sui prodotti diffusi nel 2023, seguendo una metodologia quali-quantitativa condivisa dal Comitato Scientifico. Dopo la raccolta delle segnalazioni e la selezione per rilevanza e diffusione, i prodotti vengono analizzati tramite schede e successivamente sottoposti alla valutazione del Security Check.

Nelle serie tv italiane e nei programmi tv, la trattazione delle diversity risulta ancora poco matura, con toni spesso paternalistici, eroici o sensazionalistici, rischiando derive di “washing”. La sola presenza di personaggi o ospiti di gruppi sottorappresentati non basta a rendere un prodotto inclusivo.

Segnali di evoluzione arrivano dal cinema, con titoli di grande successo che affrontano temi di genere, razzismo e omofobia.

Le serie young, soprattutto straniere, si distinguono per pluralità di personaggi, mentre quelle italiane mostrano ancora margini di miglioramento.

Fiore all’occhiello restano le serie tv straniere, che coinvolgono talenti sottorappresentati in tutte le fasi produttive, generando contenuti autentici e di qualità.

I podcast si confermano meno di nicchia, affrontando temi DE&I con registri vari e nei programmi radio spicca il protagonismo femminile.

Il mondo digital si afferma con contenuti innovativi e rilevanti per pubblici ampi e diversificati.



Ci occupiamo di diversità, equità, inclusione e accessibilità in tutti
i contesti chiave per l’impatto sociale:
media, rappresentazione, istituzioni, luoghi di lavoro e cultura.

Fondazione Diversity ETS

Diversity Lab

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